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La Simbologia in Architettura

La grammatica del disegno

A partire dall’antichità l’Architettura può essere ripercorsa seguendo il filo del rapporto tra sviluppo della geometria e progetto, tra progetto e forme costruite.

Senza voler compendiare la storia dell’Architettura, posso citare alcuni casi noti, come la rispondenza tra architettura antica, del mediterraneo e non, e geometri dei solidi platonici; l’influenza e l’attualità degli studi di geometria obliqua del Caramuel nella figura di Bernini e la loro applicazione, per esempio, nel portico ellittico di S.Pietro; la ricaduta dello “spirito di geometria” nella essenzialità delle forme architettoniche postilluministe di Ledoux e Boullè o, per arrivare al XX secolo, l’importanza delle scienze naturali nell’architettura della teoria dei frattali che, grazie all’apporto dell’elaborazione automatica delle immagini, ha aperto una stagione nuova alla ideazione ed all’immagine dell’architettura.

Nel 1445 nasce a San Sepolcro, Luca Pacioli insegnante di matematica a Milano nel 1476 presso Ludovico il Moro. Nel 1509 pubblica a Venezia il suo celebre trattato in tre volumi De Divina Proportione, il libro è “opera a tutti gli ingegni perspicaci e curiosi necessaria”, per cui “diletterà” tutti coloro che amino lo studio della filosofia, della prospettiva, della pittura, della scultura, dell’architettura, della musica e delle discipline matematiche.

Il primo volume tratta la sezione aurea da un punto di vista matematico e contiene studi su poligoni, il secondo parla del pensiero di Vitruvio sull’applicazione della matematica in architettura, il terzo è una traduzione dal latino all’italiano di un trattato sui poliedri regolari di Piero della Francesca.

Per rendere il trattato più convincente riesce ad assicurarsi la collaborazione di Leonardo da Vinci, con cui lavora a Milano, che arricchisce l’opera con circa sessanta disegni. Leonardo disegna i solidi regolari e semiregolari in due modi diversi: prima come scheletri e poi come solidicon facce intere, che lui chiamava solidi vacui e pieni. La tridimensionalità è ottenuta da Leonardo specialmente con il colore e il chiaroscuro.

La pubblicazione dell’opera di Piacioli porta a un rinnovato e diffuso interesse per la matematica (sezione aurea, numero aureo, solidi regolari) tra pittori scultori e architetti.

Sono molteplici gli artisti che furono impressionati dai poliedri disegnati da Leonardo, dall’artista tedesco Albrech Durer (1471-1528) considerato il massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca; Salvador Dalì che visse in spagna dal 1904 al 1989 e fu influenzato nelle sue opere dalle materie scientifiche e matematiche, ponendo i solidi platonici come elementi centrali di alcune opere.

A partire dall’antichità l’architettura può essere ripercorsa seguendo il rapporto tra sviluppo della geometria e progetto, tra progetto e forme costruite.

La storia della sezione aurea è antica di tre milleni: appartiene alla storia del pensiero greco, è perciò alle origini del nostro pensiero.

La sezione aurea, in matematica e in arte è una proporzione geometrica basata su di un rapporto specifico, nel quale la parte maggiore sta alla minore come l’intera sta alla parte maggiore.

Questo numero, o questa proporzione geometrica definita anche “proporzione aurea, numero aureo, rapporto aureo, sezione aurea, divina proporzione, sembra possa rappresentare lo standard di riferimento per quanto riguarda la perfezione, la grazia e l’armonia sia in architettura, scultura e pittura, sia nella stessa natura. Ha solitamente due significati, uno quantitativo ed uno estetico, perchè pur essendo definita matematicamente le viene attribuita la capacità, se applicata ad oggetti che colpiscono i sensi, di renderli piacevolmente belli ed armoniosi. Alcune delle più grandi menti matematiche di ogni tempo, da Pitagora ad Euclide nella Grecia antica, passando nel medioevo, per il matematico Leonardo da Pisa e nel rinascimento per l’astronomo Keplero, fino ai protagonisti della scienza contemporanea come Roger Penrose, hanno dedicato tempo e riflessione a questa proporzione ed alle sue proprietà. Ma la proporzione aurea non ha affascinato solo i matematici. Biologi, artisti, musicisti, storici, architetti, psicologi, medici, hanno studiato e discussonla sua inattesa presenza nelle diverse discipline.

La proporzione aurea si può evidenziare in tutti i regni della natura, perciò questa sua polivalenza la fa assurgere all’altezza dell’archetipo.

Nell’architettura del XX secolo, una delle più interessanti applicazioni della sezione aurea fu senz’altro segnata dalla nascita del modulor, letteralmente modulo d’oro derivato dal nome francese. L’ideatore fu l’Architetto svizzero Le Corbusier che si prefisse di utilizzare la sezione aurea e la successione di Fibonacci quale sistema su cui basare le proporzioni di tutti gli spazi dedicati alla vita dell’uomo con l’intento di creare uno standard che fosse allo stesso tempo armonico e funzionale alle esigenze del vivere quotidiano; l’idea era che poichè era possibile riscontrare la sezione aurea nelle proporzioni del corpo umano, nonchè in altri svariati esempi naturali, questa potesse essere la base ottimale su cui strutturare tutto l’ambiente circostante, in modo che risultasse armonico e armonizzato ad esso secondo una presupposta regola naturale, identificata appu to nella proporzione aurea.

“ la geometria è per le arti plastiche quello che è la grammatica per l’arte dello scrittore”

Apollinaire

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