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L’architettura del gusto

Lo Chef  e l’Architettura della combinazione dei sapori.

Durante le brevi e frenetiche vacanze estive trascorse sulla mia Isola d’Elba mi sono soffermato  spesso a riflettere su quanto la cucina, l’architettura e quindi lo Chef e l’Architetto siano simili. Mi sono imbattuto in varie riviste di cucina e ho potuto approfondire la conoscenza di illustri Chef come Tony Mantuano (chef di Obama) e Massimo Bottura che ha innalzato la nostra cultura del cucinare a livelli altissimi in tutto il mondo con piatti famosissimi e premiatissimi come “il bollito non bollito”.

“Dobbiamo ricercare, ognuno, il proprio segno” afferma Bottura che attinge dall’arte di Kandinsky, per trovare la sua aspirazione; “ Ogni opera d’arte, è figlia del suo tempo e spesso è madre dei nostri sentimenti. Ogni periodo culturale esprime una sua arte, che non si ripeterà mai più. La nostra anima si sta risvegliando da un lungo periodo di materialismo e racchiude in se i germi di quella disperazione che nasce dalla mancanza di una fede, di uno scopo, di una meta. L’artista cercherà quindi di suscitare sentimenti più delicati”. Non è forse lo stesso per la cucina?? Ogni piatto non è figlio della sua epoca e della sua territorialità, divenendo inevitabilmente padre anche dei nostri umori, sentimenti o passioni?

 

Dal pensiero alla materia prima, che ci racconta un territorio, la sua storia che sa di persone e di eventi, che è memoria collettiva di ciò che siamo stati, siamo e saremo. “Ciò che troviamo nella nostra terra va capito e interpretato, va annusato con intensità, guardato, toccato va adulato e protetto.”

 Sono molteplici le similitudini tra la composizione di un piatto di alta cucina e la composizione architettonica che noi architetti ci troviamo ad affrontare ogni giorno. Anche noi utilizziamo i nostri “ingredienti” per raggiungere la sinergia tra i volumi, tra i pieni e i vuoti che compongono l’architettura. Definiamo lo SPAZIO ARCHITETTONICO come il volume naturale trasformato in volume costruito. Lo spazio architettonico è forma dello spazio, assemblaggio dei volumi, di pieni e di vuoti, lo sviluppo di percorsi, la creazione di percezioni e di particolari, l’uso di strutture, di materiali, di colori; l’organizzazione della luce, la composizione delle trasparenze e delle interconnessioni con l’esterno. Nel 1910 Frank Lloyd Wrigt pubblica il libro “Collected Works” definendo il concetto di architettura organica; Wright arrivò a considerare l’edificio, i suoi spazi e gli arredi, come una cosa sola, interamente progettata con inscindibile unitarietà.

 Allo stesso modo lo Chef Tony Mantuano afferma: “L’Italia è soprattutto…cibo; il più semplice: mozzarella, basilico e pomodori. E il talento di combinare i sapori: tanto che se assaggi i pomodori da soli, ti scopri a rimpiangere il basilico.”

 L’Architettura come la Cucina in un insieme indivisibile di sapori, consistenze materiche e colori che ci ricordano la nostra storia e la cultura del nostro territorio.

Architetto Alessandro Pastorelli

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