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Le notti dell’archeologia all’Isola d’Elba

Accanto a noi c’è una Toscana, spesso poco conosciuta, che può ancora sorprenderci per la storia che narra e le emozioni che è in grado di trasmettere.

Ruderi, resti di case, di terme e di teatri, antichi tracciati stradali, tombe monumentali, percorsi sotterranei, grotte di insediamenti preistorici, centinaia di musei con oggetti preziosi e frammenti di materiali della vita quotidiana. Possiamo dire che non vi sia paese della regione che non abbia una testimonianza dei suoi più antichi abitanti. Queste tracce stanno lì mute, quasi aspettando che qualcuno le interroghi.

“Le Notti dell’Archeologia”, l’iniziativa organizzata da anni dalla Regione Toscana in collaborazione con la Sovrintendenza per i Beni Archeologici della Toscana e l’Associazione Musei Archeologici Toscani, vogliono dare voce a questo patrimonio. Lo fanno, quasi sempre, con un incontro con gli archeologi che con scienza, ma anche con arte, cercano ogni giorno di ricostruire il passato.

Abituati all’analisi di migliaia di dati, talvolta minimi, gli archeologi sanno che la loro disciplina serve non solo a fornire risposte, ma anche a porre interrogativi, spesso più importanti delle prime.

Quella proposta da “Le Notti dell’Archeologia” è una storia del nostro passato più antico, ma anche della nostra conoscenza, dell’idea che abbiamo elaborato di chi ci ha preceduto su questa terra, in alcuni casi determinando lo sviluppo stesso del territorio in cui viviamo. Una storia affascinante che vorremmo fosse conosciuta da un numero sempre maggiore di persone, perché solo la consapevolezza di quello che ci circonda può garantire la conservazione dei beni che abbiamo ricevuto in eredità.

Per questo motivo “Le Notti dell’Archeologia”, come ogni campagna di valorizzazione che viene promossa dalla Regione Toscana, è attenta a rivolgersi a tutti.

L’ultima volta che ho partecipato all’iniziativa è stato nel luglio 2007, con il professor Luigi Marino, architetto e docente presso il D.I.R.E.S. (Dipartimento di restauro e conservazione dei beni architettonici) della Facoltà di Architettura di Firenze e nel 2010.  La passione per il nostro territorio ha rappresentato lo stimolo e il motore che mi ha portato avanti per tutti questi anni nello studio e nella specializzazione come restauratore.

L’Elba non è solo sole, spiagge e locali notturni. E’ anche storia e cultura. Una cultura che molti ci invidierebbero: dagli Argonauti ai Romani passando per gli Etruschi, dai Medici a Napoleone, fino ai giorni nostri, chi come noi può vantare un ventaglio storico di questa portata, una tale scelta di percorsi tematici culturali?

Quest’anno, il 28 di luglio alle 21:30 presso il Museo Civico Archeologico della Linguella a Portoferraio, sarò nuovamente presente. Parleremo del restauro, della manutenzione e della riqualificazione delle aree archeologiche costiere. In particolare ci soffermeremo sulla  situazione della Villa Romana della Linguella (nelle foto), sulla sua storia e sulle problematiche che presenta, seguendo la falsa riga della mia tesi di laurea.

A tutti un invito a partecipare. Non solo ai turisti, ma principalmente ai residenti, a chi vive tutto l’anno le nostre perle di storia, in modo da poterne godere e successivamente raccontare ai visitatori della bellezza della nostra terra anche dal punto di vista storico-culturale.

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